In sintesi
- Una protezione delle barbatelle paragonabile alla disinfezione chimica. Nelle prove condotte in Italia, nessuna differenza rispetto al riferimento chimico dopo diversi mesi in cella frigorifera. In Francia, i lotti trattati erano puliti in forzatura.
- Meno funghi del legno, dal vivaio al vigneto. Le barbatelle trattate fin dal vivaio ne portano molti meno (fino a −96% per Diplodia seriata nel punto d’innesto) e l’effetto si mantiene per almeno due anni dopo l’impianto.
- SC1 si insedia nel legno e resiste al TAC. Colonizza gli strati superficiali del legno, anche sotto la cera da innesto, e sopravvive al trattamento con acqua calda: uno studio tedesco pubblicato nel 2025 mostra che TAC e SC1 combinati eliminano i patogeni delle malattie del legno per dodici mesi.
- Una sospensione da rinnovare ogni 3 giorni. 1 g/L in immersione, 2 g/L sulle casse di forzatura: oltre i 3 giorni la vitalità delle spore cala e la ricarica non basta.
Contesto
La produzione di barbatelle comprende diverse fasi sensibili ai funghi: conservazione al freddo dopo l’estirpo, reidratazione di marze e portinnesti e poi forzatura, con caldo e umidità elevati. La botrite (muffa grigia) e i funghi del legno sono tra i principali rischi sanitari in queste fasi. Oggi la disinfezione del materiale vegetale si basa in gran parte su soluzioni chimiche.
Da diverse stagioni valutiamo, insieme a vivai e laboratori in Italia, Francia, Spagna e Germania, un’alternativa biologica: Vintec, formulato a partire dal ceppo SC1 di Trichoderma atroviride.
Il ceppo SC1 e il suo meccanismo d’azione
Trichoderma atroviride è un fungo naturalmente presente nei suoli. Il ceppo SC1 è stato selezionato per la sua capacità di colonizzare i tessuti legnosi. La sua azione combina diversi meccanismi: occupazione dello spazio e competizione per i nutrienti, micoparassitismo (attacco diretto ad altri funghi), produzione di enzimi litici e stimolazione delle difese della pianta.
Vintec è un prodotto di biocontrollo a basso rischio, utilizzabile in agricoltura biologica. L’etichetta lo destina alla protezione della vite (barbatelle, talee e vigneto in produzione) contro i funghi associati al mal dell’esca e al black dead arm, contro Eutypa lata (eutipiosi) e contro Botrytis cinerea (muffa grigia). In vivaio l’impiego autorizzato riguarda il trattamento di barbatelle e talee contro il mal dell’esca e il black dead arm; la muffa grigia è autorizzata sul vigneto in produzione.
Disinfezione del materiale da innesto prima della cella frigorifera: prove in Italia
Sono state condotte due prove in un vivaio da circa 1,2 milioni di innesti all’anno. Vintec è stato applicato a 1 e 2 g/L, in sospensione fresca o preparata da diversi giorni, e confrontato con la disinfezione chimica praticata dal vivaio.
Prova 1 – dopo l’estirpo. Le barbatelle sono state immerse per 15 minuti e poi conservate in sacchi a 1,5-2 °C, con una valutazione mensile. Dopo 71 giorni sono comparse tracce di micelio sulle radici in due sacchi su dodici: uno trattato con il riferimento chimico, l’altro con una sospensione di Vintec di 3 giorni. Questi sintomi sono regrediti nelle valutazioni successive ed erano quasi assenti dopo 119 giorni. Non è stata osservata alcuna differenza tra Vintec e il riferimento chimico.

Prova 2 – dopo la reidratazione. Marze e portinnesti sono stati immersi per 2 ore prima della cella frigorifera. Dopo 38 giorni tutto il materiale vegetale era sano, senza differenze tra le tesi. In sala di forzatura la crescita dei germogli è stata omogenea e vigorosa in tutte le tesi con Vintec, senza sintomi fungini su germogli o foglie.

Trichoderma nel legno: SC1 ritrovato sotto la cera da innesto
Un vivaio toscano che usa Vintec da 4-5 anni in reidratazione e in forzatura ci ha fornito delle barbatelle da analizzare. Sono stati prelevati frammenti di legno a diverse altezze e messi in coltura su un terreno semiselettivo.
SC1 è stato ritrovato a tutti i livelli del tralcio, tranne che nel midollo, anche sotto la cera da innesto (fino a 1 mm di profondità).

Disinfezione in forzatura: prove in Francia
In Francia le prove hanno riguardato tre momenti: dopo l’estirpo, dopo la reidratazione e durante la forzatura, con dosi da 0,35 a 2 g/L. Una prima prova non ha potuto essere portata a termine perché le barbatelle sono state vendute durante il monitoraggio.
Un gradiente di efficacia a favore delle dosi più alte nel rivestimento, che porta a raccomandare 1 g/L; lotti puliti in forzatura alla valutazione di aprile, anche con il trattamento dei teli di copertura; e una buona facilità d’uso (miscela omogenea, nessun deposito nei pallox).

Malattie del legno nelle barbatelle: monitoraggio di tre anni in Spagna
Una prova condotta in Spagna ha seguito barbatelle trattate con Vintec dal vivaio fino al terzo anno in vigneto, sulla combinazione Tintorera / 110 Richter. I funghi analizzati sono quelli associati al mal dell’esca, alla malattia di Petri, al deperimento da Botryosphaeria e al piede nero.
Primo anno, in vivaio. Le barbatelle hanno ricevuto Vintec a 2 g/L in tre momenti: immersione del legno prima dell’innesto, applicazione sul substrato di forzatura e immersione delle radici prima dell’impianto. Tre ripetizioni di 120 barbatelle sono state confrontate con barbatelle trattate solo con acqua. A fine stagione è stata analizzata la presenza di funghi del legno nel punto d’innesto, alla base del portinnesto e sulle radici.
Nel punto d’innesto l’incidenza è stata ridotta del 96% per Diplodia seriata, del 100% per Neofusicoccum parvum, del 77% per Phaeoacremonium minimum e del 67% per Phaeomoniella chlamydospora. Alla base del portinnesto, Phaeomoniella chlamydospora è diminuito del 93%.
| Punto d’innesto – fungo | Incidenza testimone | Riduzione con Vintec |
|---|---|---|
| Diplodia seriata | 26,6% | 96% |
| Neofusicoccum parvum | 6,6% | 100% |
| Phaeoacremonium minimum | 26,6% | 77% |
| Phaeomoniella chlamydospora | 21,3% | 67% |
Secondo e terzo anno, in vigneto. Le barbatelle sono state impiantate in due appezzamenti (Requena e Campo Arcís). La riduzione dei funghi del legno si è mantenuta, con cali di incidenza per lo più compresi tra il 50 e il 100%, a seconda del patogeno e della zona analizzata. I risultati variano da un appezzamento e da un patogeno all’altro; Phaeoacremonium minimum, in particolare, resta più difficile da contenere alla base del portinnesto.
Questi risultati indicano che un trattamento fin dal vivaio permette di fornire barbatelle meno portatrici di funghi del legno, con un effetto che prosegue dopo l’impianto.
Compatibilità con il trattamento con acqua calda (TAC)
Questo lavoro è stato svolto in Germania dall’istituto viticolo DLR Rheinpfalz, che dispone di un proprio vivaio sperimentale, insieme all’Università di Gottinga, ed è stato pubblicato nel 2025 sulla rivista OENO One. Legno dormiente è stato sottoposto a TAC a 50 °C per 45 minuti in una vasca professionale da 6.000 L e poi inoculato con Trichoderma atroviride SC1 a 2 g/L.
SC1 è stato ritrovato in oltre il 90% dei campioni di legno dopo il trattamento con acqua calda: il TAC non ne compromette l’insediamento. Soprattutto, la combinazione dei due ha eliminato in modo duraturo Phaeomoniella chlamydospora, Phaeoacremonium minimum e Diplodia seriata per tutta la durata del monitoraggio, cioè dodici mesi.
Le due tecniche si completano: abbinare il trattamento con acqua calda e Vintec consente di ottenere una qualità sanitaria superiore del materiale vegetale, agendo su uno spettro più ampio di malattie. La possibilità di aggiungere Vintec direttamente nell’acqua del TAC è in fase di studio.
Fonte: Simon D. A., Winterhagen P., Walter R., Wetzel T., Kortekamp A., von Tiedemann A., Eder J. (2025). Hot water treatment combined with Trichoderma inoculation in the nursery protects planting material against grapevine trunk disease. OENO One, 59(2). DOI: 10.20870/oeno-one.2025.59.2.8385

Durata della sospensione per l’immersione
Poiché Vintec contiene un microrganismo vivo, abbiamo seguito in laboratorio l’evoluzione dei bagni di immersione: concentrazione totale di spore, percentuale di spore vitali e contaminazione batterica.
- La concentrazione totale di spore corrisponde al valore teorico (10 milioni di spore/mL a 1 g/L) e resta stabile nel tempo.
- La vitalità, invece, diminuisce. Nelle prove italiane passa dal 92% all’87,5% in 3 giorni. In un bagno francese più utilizzato passa da circa il 97% alla preparazione al 76-78% due giorni dopo. Il fattore determinante sembra essere il tempo più che il numero di barbatelle immerse.
- Aggiungere Vintec a un bagno vecchio non ripristina la vitalità, probabilmente a causa della contaminazione accumulata.
- L’aggiunta di rame all’acqua limita lo sviluppo batterico ed evita che il bagno si deteriori.
In pratica è preferibile rinnovare la sospensione ogni 3 giorni piuttosto che prolungarla con ricariche.

Condizioni d’impiego consigliate
| Fase | Dose |
|---|---|
| Immersione / rivestimento di barbatelle, marze e portinnesti | 1 g/L |
| Irrorazione delle casse di forzatura | 2 g/L |
| Rinnovo della sospensione | ogni 3 giorni |
Momenti di applicazione: idratazione / reidratazione, forzatura, dopo l’estirpo prima della cella frigorifera. La dose di 1 g/L offre il miglior equilibrio tra efficacia, praticità e costo.
Aspetti ancora da chiarire
L’applicazione diretta di Vintec nell’acqua del TAC è in fase di studio, così come la soglia di vitalità delle spore al di sotto della quale la protezione diventa insufficiente.
Per qualsiasi domanda tecnica su queste prove, il nostro team è a disposizione tramite il modulo di contatto.
N. di registrazione ES-00468. Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto.










